24 dicembre 2013

L'ultima finestrella

Di quando giunse l'ora.


E così l’ultimo giorno è arrivato. Quello del Calendario dell’Avvento è stato un proget... No, aspe’, un progetto presuppone della pianificazione, un brainstorming dei neuroni, una colletta da parte di tutti i criceti che corrono nel cervello: e nessuna di queste cose s’è vista da queste parti. 
Dunque, ricominciamo: il Calendario dell’Avvento è stata una cosa nata totalmente a caso, puramente sull’onda dell’entusiasmo del momento, e di cui - come prevedibile - mi sono pentita nel tempo di uno starnuto. Ma vabbè, ormai c’ero dentro, e mi ci ero pure accomodata da sola, quindi ci ho provato. All’inizio sono partita alla grande, anche troppo bene per i miei standard: avevo sempre il post pronto il giorno precedente, così da evitare qualsiasi imprevisto; riuscivo a postarlo la mattina e a spammarlo su Facebook anche un paio di volte al giorno. Robe da non credere. 
Poi naturalmente è successo il disastro, cioè un giorno non sono riuscita a preparare il post per quello successivo, e da lì è saltato tutto, e buonanotte ai suonatori (non ricordo esattamente quando fosse, ma dev’essere abbastanza facile individuare il confine tra i due regimi: tutto a un tratto, l’ora di pubblicazione è passata dalle 11:30 spaccate a un orario variabile tra le 4 e le 8 di sera XD). 
Insomma, alla fine il risultato è un’accozzaglia sgangherata di post, di cui più o meno un terzo hanno dei contenuti nulli, dei giri di parole per dire “oggi niente post, ciao”; i restanti sono le classiche produzioni made in CCSC ricche di castronerie e povere di serietà, camuffati talvolta da review, talvolta da consigli della nonna. Alla fine, si trattava comunque di una mera scusa per tornare a mettere le mani sul blog dopo il lungo periodo di abbandono, per cui va bene così e mi ritengo soddisfatta anche solo per non essere scappata  urlando al secondo giorno.
Ringrazio tutti quelli che hanno letto i post - anche quelli più cretini - e quelli che addirittura hanno perso qualche minuto preziosissimo della loro giovinezza per lasciare un commento (un paio di nomi sono ricorrenti sotto i vari post, e mi fanno quasi scendere delle lacrimucce :D). A tutti loro, ma anche a tutti quelli che non mi si sono filati, e già che ci siamo pure al resto del mondo che ignora la mia esistenza, auguro di passare una bella Vigilia e un felice Natale; miei prodi, abbuffatevi come non avete mai fatto in vita vostra, regalate un abbraccio anche alla zia antipatica e scartate ogni regalo con gioia, anche se già sapete che dentro ci troverete un centrino. 
Per rendere ancora più evidente la sincerità dei miei auguri, ho avuto la bontà di risparmiarvi una delle classiche immagini trash con scritte di auguri su sfondo di agrifogli e slitte voltanti. 
Buon Natale a tutti!

23 dicembre 2013

A proposito del nome del blog

Di quando venne svelato un segreto poco segreto.


Oggi, come ciliegina su questa strana e sconclusionata torta che è il Calendario dell’Avvento, fornirò finalmente la tanto richiesta soluzione al mistero del nome del blog. Mistero che tanto misterioso non è in realtà, perché l’origine è chiaramente spiegata nella sezione Info (che trovate qua sopra: sì, sì, in alto vicino alla scritta Home; no, quello è il titolo, più in basso. Ecco, lì); già avevo il sospetto che nessuno al mondo se la fosse mai filata, ora ne ho avuta la definitiva conferma; pazienza, perché oltre a rivelarvi l’origine del nome, devo anche rispondere alla domanda in assoluto più gettonata (con dedica speciale a Chiara): Come miiiiiiinghia si legge il nome del blog?!

Il titolo del film come compare nei titoli di testa. Ops, ho fatto uno spoiler....

20 dicembre 2013

Come fa la valigia una persona a caso

Di quando comparvero pensieri a ruota libera



Questa non è una guida alla valigia perfetta, né una lista da consultare per essere sicuri di non dimenticare nulla di fondamentale (la testa, tipo; o peggio, le pantofole): sono l'ultima persona su questa terra che potrebbe dare consigli in merito, perché nonostante abbia viaggiato spesso, ci metto ancora un sacco di tempo a preparare la valigia anche solo per andare a trovare un week end la prozia nella casa in mezzo alla prateria (e fa anche rima). E' solo che sono in partenza e allora, dato che anche stavolta non ho preparato nessun post (pessima Blanche, sei pessima) e dato che mi annoio a fare la vaglia, ho deciso che anche il resto del mondo si annoierà con me mentre vi ammorbo passo passo su come in generale costruisco il mio bagaglio. Il post potrebbe risultare un po' sconclusionato in quanto frutto del mio flusso di coscienza mentre frugo tra un cassetto e un altro, lettore avvisato mezzo salvato. 
Buoni sbadigli a tutti!



19 dicembre 2013

5 cose che odio del Natale

Di quando si iniziò a intravedere la luce in fondo al tunnel



Spero che nessuno prenda a male questo post e mi accusi di alto tradimento nei confronti della magia del Natale, di razzismo verso gli elfi al soldo del vecchio barbuto, o di istigazione all'odio per le luminarie. Non sono una fan di questa festività, ma non sono nemmeno una di quelle persone che la detestano ben poco cordialmente: come tutto in questo mondo, ha dei lati positivi e dei lati negativi. Siccome oggi mi gira male, vi pippate 5 cose che mi fanno innervosire di questo periodo, o che non mi piacciono: solo che il titolo 5 cose che odio era molto più incisivo. L'idea sarebbe di farmi perdonare in seguito con un successivo 5 cose che amo del Natale, ma ormai ho imparato a non promettere più nulla: se gli astri sono favorevoli lo vedrete, altrimenti no, chissà, mistero, domani è un altro giorno :D. 

P.S. Spero che i contenuti non risultino acidi come uno yogurt senza zucchero, purtroppo è difficile trasmettere il tono delle parole attraverso lo schermo, ma ricordate sempre che si scherza :).


A caccia di apprezzamenti facili utilizzando immagini di film famosi.


18 dicembre 2013

Review: Maisenza detergente viso Lush

Di quando riuscì sul serio a fare una review breve


Ecco la review che nessuno attendeva. Il post il cui tema è il prodotto dell'anno. Scorso. Meno male che nella vita il tempismo non è tutto, altrimenti sarei spacciata. Dopo mesi passati a sbavacchiare su recensioni altrui, dopo la disperazione collettiva della sua prematura scomparsa dagli scaffali, e dopo l'introduzione a sorpresa nella linea permanente, finalmente anche io ho avuto l'onore di ospitare nel mio bagno questo famoso detergente. Se proprio vogliamo dirla tutta, in realtà mi ero recata in bottega per arraffare l'amatissimo Cherubini a fior di pelle, la cui venuta è da me attesa quanto la comparsa del primo pandoro al supermercato; con mio sommo dispiacere, non era ancora arrivato e allora io, che sono troppo pigra per pensare di dover tornare al negozio di nuovo dopo qualche giorno, ho acchiappato al volo l'occasione per sperperare i mie soldini sul nuovo arrivato. Sarà stato all'altezza delle aspettative che mi ero creata, o si è rivelato un flop totale? Lo scoprirete dopo la pubblicità!

Oserei dire che questa foto non ha nulla che non va, a parte la bizzarra abbronzatura di Maisenza. 

17 dicembre 2013

Il riassunto della seconda settimana

Di quando sono le 5 e tutto va male


Ok, lo ammetto, sono una brutta persona perché vi sto di nuovo rifilando un post privo di contenuti, che rimanda a vecchi post altrettanto privi di contenuti. La settimana è stata poco succulenta e gli articoli una vera perdita di tempo, ma tant'è: sono passati (più di) sette giorni dal precedente riassunto, e mi sembra doveroso riepilogare quanto accaduto nel mentre. In questo modo, le pecorelle smarrite che hanno accuratamente evitato i post precedenti non possono più sottrarsi, e chi si era ripromesso di commentare e poi è stato inglobato da mille impegni può tornare sui suoi passi. 
Ne approfitto per dirvi (come ho già fatto su Facebook) che prima o poi avrò persino il tempo di rispondere a tutti i commenti, quindi abbiate fede e continuate a lasciarmi tracce del vostro passaggio (anche solo una faccina spastica va benissimo), che qua c'è bisogno di alimentare di continuo la motivazione. 


Vi farò pure il riassunto in forma discorsiva, visto che ho perso il conto dei giorni. Sono proprio la peggiore. 
Martedì era il giorno del tanto atteso post con il nome della vincitrice del Giveaway, ma dopo l'iniziale picco di visite, suppongo che ormai non interessi più un cavolaccio a nessuno, quindi andiamo oltre. Finalmente Mercoledì  è apparsa una review come si deve, in cui la somma critica Blanche stronca ogni possibilità di carriera di uno spumante da bagno Lush, colpevole di schiumare ma non profumare. Giovedì questo blog ha toccato il fondo con il post più banale dall'ultima glaciazione, che dispensa consigli per combattere il freddo degni dei test di Top Girl. Venerdì ci siamo risollevati un po' con un post che cerca malamente di mettere una pezza su tanti mesi di assenza, sciorinando una serie di prodotti tra i più amati dell'ultimo periodo (estate/autunno/inverno, più o meno). Sabato è stato persino peggio di giovedì (più a fondo del fondo? Si può!) perché la mancanza di tempo mi ha portata a corrompervi con un collage di dubbio gusto estetico e morale, con tema natalizio come copertura. Domenica ho cavalcato la cresta dell'onda dell'ABC Lipstick Tag e sono andata alla ricerca di consensi facili piazzando delle scelte del tutto prevedibili. Infine, ieri vi ho deliziate con un post la cui unica cosa interessante era la foto, il che è tutto dire (andate et guardate per comprendere).
E domani? Domani è un altro giorno, e prego i cherubini dell'albero di Natale del bar di sotto che mi diano il tempo di produrre un post che mi restituisca un po' di dignità.
Un bacio a tutte le fanciulle!

16 dicembre 2013

La solitudine del barattolo vuoto

Di quando il progetto iniziava a essere un po' sfiancante


La solitudine del barattolo vuoto, ovvero prodotti che hanno miracolosamente toccato il fondo, solo con un titolo più snob e con riferimenti finto-acculturati. In generale, gli unici prodotti che finisco con un ritmo umano sono il bagnoschiuma e lo shampoo, ma visto che uso sempre gli stessi e che non sono nemmeno molto emozionanti, vi annoiereste già dopo le prime tre righe. Tutti gli altri prodotti, dalle creme ai cosmetici, terminano una volta ogni elezione di papa (a Natale siamo buoni, non facciamo morire Papi a caso). Ecco perché ho colto la palla al balzo e ho sfruttato la felice congiunzione di questo periodo in cui sono riuscita a finire ben 4 prodotti di diverso tipo. E, soprattutto, mi sono ricordata di non buttare via la confezione, che non è cosa da poco.


La foto di oggi era così orribile che ci ho aggiunto delle faccine a caso per renderla meno squallida.

15 dicembre 2013

ABC Lipstick Tag

Di quando, di nuovo, B. riuscì a postare per un soffio


Dai, che per una volta ce la faccio a stare anche io al passo coi tempi, e salgo al volo sul carro vincente del Tag lanciato da Takiko/Sofficle Lavanda. Vi consiglio di andare alla fonte per leggere le intelligenti motivazioni che l'hanno spinta a idearlo; concordo con tutto quello che dice, e la mia testolina ha annuito ritmicamente ad ogni punto e a capo: e per una volta, non voglio rovinare tutto aggiungendo qualcuna delle mie sciocchezze gratuite (lo farò ampiamente in seguito). Vi invito quindi a leggere prima il post originale (per sicurezza, lo linko di nuovo: qui!!) e poi a veleggiare di nuovo da queste parti, se siete curiose di conoscere le mie scelte. Not just rossetti (da immaginare con la voce di George). 


Avviso ai viaggiatori: i colori non sono fedeli manco pe' niente.

14 dicembre 2013

Collage Natalizio

Di quando... Beh, si capisce.



Pardon, sono rimasta indietro coi post (prima o poi doveva succedere, ne ero consapevole) e sono incastrata in una giornata pienissima, lontana dall'amato/odiato computer. Quindi niente post oggi, già. Visto che nella scorsa pausa domenicale ero stata sgridata per non aver nemmeno inserito un intermezzo fotografico simpatico, questa volta ho prestato più attenzione.
Per farmi perdonare, ecco qui un trashissimo collage realizzato dalle mie manine e da quelle di uno di quei siti in cui sbatti dentro i file fa tutto lui; dicevamo, un collage featuring gnocchi natalizi, Grumpy Cat (so che lo amate!), cibi che fanno ingrassare solo a guardarli e film anni '90 che hanno segnato (leggi: traumatizzato) l'infanzia di una generazione. Buon sabato!



13 dicembre 2013

Les Choix du Mois - Un sacco di mesi del 2013

Di quando venne riportata alla luce una antica reliquia


Diciamo che il nome di questo post è una palese presa in giro. Les Choix du Mois (le sciuà du muà!) era una originalissima e inedita rubrica apparsa su questo blog con il nobile intento di essere portata avanti tramite appuntamento mensile, proponendo prodotti preferiti, s-preferiti, simpatici, odiosi, degni di nota e quant'altro del mese precedente. Anche in questo caso la costanza è andata a remengo, vi basti sapere che l'ultimo post, che già racchiudeva in sé ben più di un mese, è datato luglio.
Quindi queste col cavolo che saranno i prodotti del mese: saranno i prodotti più usato dell'ultimo, sconfinato, periodo. Solo che non ero sicura di come si dice periodo in francese. E poi così facciamo finta di riprendere in mano vecchi progetti e dare davvero un nuovo inizio al blog.
Nonostante tutto, ho inserito solo poche scelte, altrimenti il post veniva troppo lungo per i buoni propositi del Calendario, e anche per i miei gusti (sì, ve lo dico candidamente, 'un c'avevo voglia. Aspetto i vostri sguardi di disapprovazione XD).
Detto ciò, chi mi ama mi segua!

Non ci facciamo mancare nemmeno i riferimenti esoterico-potteriani.

12 dicembre 2013

Baby It's Cold Outside (Consigli anti-freddo)

Di quando Blanche non aveva preparato il post ed era con l'acqua alla gola



Non mi soffermerò a spendere fiumi di parole su quanto sia brutto il freddo, su quanto nuoccia alla pelle delicata di noi principessine e su quanto non vedo l'ora che levi le tende, anche se in realtà non ha manco finito di accomodarsi per bene. Non lo farò perché penso la stessa identica cosa anche del caldo afoso, e quindi se inizio a lamentarmi di una cosa poi mi tocca farlo anche dell'altra, e non se ne esce più. Comunque, ecco qui un post invocato a gran voce dalle masse (leggi: un paio di commenti. Ma da queste parti sono tantissimi) con qualche consiglio di banalità indicibile su come affrontare il grande freddo. Direi che siamo al livello delle sciocchezze che potreste leggere sulle rubriche beauty di Novella 2000, tanto per darvi un'idea. Roba ad alto tasso culturale, astenersi pecoroni.

Zoey Deschanel riesce a essere cerbiattosa anche mentre spala neve sotto forma di fumetto (video).

11 dicembre 2013

Review: Spumante Flutti di Bosco di Lush

Di quando si tornò a dei post circa decenti

Ciao, sono Blanche, ho 23 anni e appartengo alla categoria di polli che si fanno infinocchiare dal profumo delle botteghe Lush. Ne percepisco l'odore a distanza di miglia, e a tale richiamo non posso resistere, nemmeno fossi di fronte un supplì al ciccolato; e sono anche tra quelli che amano perdere tempo a osservare, sniffare e toccare all'interno dei loro negozi in modo da impregnarsi ben bene di quel profumo, per poter tornare  a casa annussandosi furtivamente la sciarpa per tutta la strada del ritorno, e possibilmente anche dopo. Insomma, mi piacerebbe vivere in una casa con quel caratteristico profumo di buono, se non fosse che ciò implicherebbe dover aprire un mutuo e richiedere fondi pubblici per acquistare l'intero magazzino di una bottega. Quindi, pensando più in piccolo, mi accontenterei anche di sprofumazzare la mia singola persona, ed è con questa idea che ho acquistato questo spumante da bagno. Il suo nome mi faceva immaginare goduriosi bagni nella panna montata, costruendo pupazzi di schiuma e uscendone profumata e voluttuosa come se fossi ricoperta solo di mirtilli caldi e gelato (ho promesso della nudità, quindi eccola. Discutibile, ma eccola). 

Dai che le foto stanno inziando a diventare bell...Guardabili, diciamo.

10 dicembre 2013

O Fortuna (per gli amici: estrazione del giveaway)

Di quando giunse il momento tanto atteso



Ecco qui il post che vi svelerà il nome della vincitrice del 48 hrs Giveaway, noto anche come Il  giveaway poraccio che però è tanto carino perché c'è il Gatto con gli stivali. So che morite dalla voglia di scoprire se il nome estratto è il vostro, ma come è d'uso su questo blog, prima devo un po' ammorbarvi con chiacchiere vaghe e poco attinenti all'argomento, giusto per farvi salire un po' l'ansia. Oppure potete barare e andare direttamente a leggere il nome, così siete belle tranquille, e poi tornare qui. Però tornate eh, che devo parlare di cose importanti (non è vero).
Fondamentalmente, ogni tanto anche io sono sentimentale, e come ho già fatto su Facebook, vorrei ringraziare chi si è preso il disturbo di iscriversi a blog e/o mettere un piccolo "mi piace" alla pagina; non so se siano gesti intenzionali, o se il gatto vi abbia zampettato sulla tastiera proprio in quel momento, ma in ogni caso vi ringrazio (voi o il gatto, a seconda dei casi). Mi piacerebbe premiare tutte, con occhio di riguardo a chi si è presa la briga di partorire qualche suggerimento per il Calendario, ma ahimé ancora non sono riuscita a sposare un bel principe miliardario o, ancora meglio, a diventare la CEO miliardaria di qualche compagnia americana senza scrupoli (potere alle donne!).  Ringrazio comunque tutte per la partecipazione - sì, anche chi non si è filato il resto del blog, anche chi non si è sforzato nemmeno di scrivere un ciao insieme alla mail, e anche a chi mi insulterà perché non ha vinto - e spero che non fuggirete tutte in massa. Mi piacerebbe rivedere almeno qualcuna di voi nei prossimi post, che sto progettando con poca voglia, ma tanto amore :D.

We want you! (Per cosa, non si sa)

09 dicembre 2013

Il riassunto della settimana (Contiene un tutorial imperdibile)

Cose a caso




Sono una persona deplorevole, perché anche oggi vi propino un post inutile che non porta nulla di nuovo sulle vostre tavole. Chiedo venia, ma in effetti mi sono resa conto del perché a tutti quanti piaccia fare giveaway con Rafflecopter: numerare i commenti porta via tempo a palate. (Chi ha scoperto l'acqua calda? Io io io!).  Quindi, vi rifilo un riassunto di quello che è successo in questa prima settimana del Calendario dell'Avvento più sconclusionato sulla piazza, e dedicato in particolare a tutti i bambini che non ne hanno uno tutto loro da aprire ogni mattina. Sono cose che ti segnano. 
In questo modo, se vi siete persi qualche post - male, molto male! - potete subito rimediare, e andare a buttare venti minuti della vostra esistenza direttamente nella spazzatura (sezione umido); se li avete letta ma non avete commentato - comprensibile, vista l'inutilità e l'idiozia imperanti - è la vostra occasione di insultarmi regalare gaudio e tripudio a questa disgraziata; se avete letto e commentato - vi dedico tanti cuoricini e un cioccolatino platonico - potete andare a leggere l'indegna risposta che vi ho rifilato. Su, che aspettate?


08 dicembre 2013

Immacolata Pausa

La meritata pausa domenicale



Domenica è festa.  L'8 Dicembre è festa. Dunque oggi, Domenica 8 Dicembre 2013, è doppiamente festa: ne consegue che posso saltare il post quotidiano e riposare le mie stanche membra. Ragionamento elementare, Watson.
Sono stata tanto brava questa settimana e, contro ogni previsione, ho davvero postato ogni giorno, roba che ancora non ci credo; per questi miei indiscussi meriti, ho deciso di darmi una pacca sulla spalla e di auto-assegnarmi un giorno di ferie stipendiate, così i due neuroni possono ricaricare la batterie.
Ne approfitterò comunque per rispondere a tuuuuutti i commenti arretrati e numerare le entry del givevaway (perché lo sapete che c'è un giveaway in corso, vero?!).
Buon sollazzamento domenicale a tutti!

07 dicembre 2013

48 hrs Giveaway

Di quando finalmente ci fu un post socialmente utile



Nei famosi dieci minuti di passeggiata con l'amico cane in cui mi è arrivata l'illuminazione del Calendario dell'Avvento (sia maledetto quel moment...Ehm, cioè, mai idea fu più geniale), erano decisamente pochi i post che avevo in mente, perché Massì, tanto poi vedrai quanti me ne invento. Manco a dirlo, dopo una settimana c'ho già il blocco creativo. Insomma, dicevo, di quelle due o tre idee fetenti, una era proprio quella di un regalino natalizio per i lettori, o anche per chi capita qui a caso cercando rimedi per i brufoli (fatti random non richiesti: il post più idiota di questo blog è anche il più popolare di tutti i tempi). Niente di impegnativo, ma alla fine il blog ha compiuto un anno e non se n'è accorto nessuno (compresa la sottoscritta), e mi sono sentita un po' in colpa per averlo lasciato in solitudine a cantarsi da solo tanti auguri. Inoltre mi andava di festeggiare in grande stile il mio ritorno sulla scena, tanto per tirarmela un po' a caso.
E poi diciamocelo, se non ci sono regali, che razza di calendario dell'avvento è. 
Sono stata a lungo indecisa se farlo l'8 Dicembre, giorno in cui tipicamente vengono tirati fuori dalla soffitta gli alberi di Natale ammuffiti, gli addobbi ereditati dalla nonna e talvolta la nonna stessa; oppure il 6, giorno in cui da queste parti si festeggia San Nicolò, usanza che dubito sia universalmente riconosciuta. Nel dubbio, l'ho piazzato il 7, che non ha proprio nessun significato. Ma almeno è sabato, dai. 
A Natale siamo tutti più buoni, ma siamo anche più poveri - tra un regalo qui e un festeggiamento là - e quindi in realtà questo un giveaway più simbolico che altro...Ma meglio che niente, spero.


06 dicembre 2013

Smalti: Una botta e via

Di quando apparve il primo post sconclusionato



Gli smalti mi piacciono un sacco, e mi piacciono tutti. Con colori accesi che non stanno né in cielo né in terra, con tonalità smorte da depressione istantanea, con il finish opaco o in versione palla da discoteca, con l'applicatore dalla punta sottile o col pennello ciccione, con la boccetta quadrata o con il tappo a forma di trullo... Ai miei occhi sono tutti uguali e tutti bellissimi, e mi considero attivista nella lotta al razzismo verso alcuni di loro. Abbasso la discriminazione!
Senza contare che utilizzare smalti colorati è l'unico modo che ho per combattere la guerra - in corso ormai da più di vent'anni -  contro la tentazione primodiale di annientare ogni possibile forma unghiosa con le mie stesse mani, ovvero per cercare di averle un po' più lunghe di un mozzicone. Naturalmente sono impedita anche in questa attività - se la manina è tremula già quando metto il mascara, figuriamoci se devo mettere lo smalto! - ma in realtà mi diverto pure, cimentandomi ogni tanto in Nail Art di dubbio gusto e dubbbissima esecuzione.
Solo che poi per farlo asciugare è una vera palla.
Io non so come facciano le ragazze che lo mettono al volo prima di andare a dormire: se ci provo io, è garantito che il mattino dopo mi trovo stampigliata sulla superficie tutta la fantasia a orsetti del lenzuolo. Non parliamo poi di metterlo quando sto per uscire di casa, no e no: tempo di aprire il portone che tutto il lavoro è già andato a farsi benedire da tutti i santi conosciuti. No, ho bisogno di un pomeriggio tranquillo, in cui possa piazzarmi davanti alla tv in attesa che si asciughi, e poiché non manco mai di mettere sia la base che il top coat (che brava bambina!) questo significa che il tempo di attesa triplica.
(Pssst, Blanche..Forse dovresti andare al dunque!).
Sì insomma, tutta 'sta pappardella per dire che, se poi mi tocca fare pure la doppia passata, devo aspettare che ben 4 strati si asciughino. Il punto è che per me fare la doppia passata è lo standard, perché è davvero difficile trovare degli smalti che in un sol colpo diano una bella copertura e una bella omogeneità. E visto che venero questa categoria di fiori rari come portatori di un messaggio divino, condivido con voi i miei piccoli tesssssori, coloro che mi fanno risparmiare la fatica del secondo giro. Anche se ogni tanto mi domando se solo io abbia di questo problemi nella vita. 
Insomma, signore e signori, ecco a voi Gli smalti che non dovete ripassarvi più volte, perché basta una botta e via. (Affermazioni ambigue? Dove?).

Smalti allineati a caso. Foto sfocata. Boccette sporche. Forse 'sta foto ve la potevo pure risparmiare, in effetti.

05 dicembre 2013

Review: Strisce depilatorie viso di Quandoè

Di quando fu necessario affrontare temi spiacevoli



Oggi argomento scomodo, ma che mi sta decisamente a cuore. I pelazzi in generale sono un argomento a cui tengo particolarmente, ma quelli sulle gambe, nella stagione fredda, non sono un tema di grande attualità: ognuno, nella sua intimità e in base alle varie occasioni, decide se allevarli con cura e addestrarli a combattere contro il freddo, o se  farsi aiutare da Jason a disboscare senza pietà. Il baffo, ahimé, è un altro paio di maniche: anche d'inverno è lì, in bella mostra, e anzi, strati di fondotinta e cipria rischiano di farlo risaltare ancora di più in tutto il suo splendore.
Queste sono le prime e uniche strisce di questo tipo che abbia mai provato; già, perché fino a qualche tempo fa, del mio peloso labbrino me ne importava assai poco. Certo, mi ero accorta che la zona non era proprio liscia e glabra come il petto di un preadolescente, ma ero abbastanza convinta che la prateria fosse apprezzabile solo a distanza davvero molto, molto ravvicinata, e in condizioni di luminosità particolarmente favorevoli.
Finché non è arrivato Il Giorno. Parlando con amiche di cui ometteremo le generalità (ciao), è saltata fuori la cruda verità; non ricordo esattamente di chi stessimo sparlando quale fosse l'argomento, ma le battute salienti della conversazione che ha per sempre cambiato la mia vita sono pressoché queste:

- «...Cioè, poi naturalmente se sono sottili è inutile farli. Io i baffettini li lascio lì, tanto non si vedono.»
- «...»
-  «...Perché non si vedono, vero?!»
- «Ehm...»

E fu così che scoprii di avere i baffi a piede libero da chissà quanto tempo.

Come Blanche pensava di apparire. E come appariva veramente.

04 dicembre 2013

All By Mys-e.l.f. pt.2 - Labbra e basta

Di quando Blanche ricorse al bieco mezzuccio di un post in più parti



Ecco la seconda parte del post con pareri sparsi e opinioni sfuse in offerta 3x2, riguardanti i prodotti e.l.f.. Dopo la carrellata (Carrellata de che, che erano due prodotti in croce? Loser!) dedicata al viso e agli occhi, ecco entrare in scena le labbra. Di tutto il resto (unghie, pennelli, accessori e quant'altro) non posso dire proprio un fico secco se non per sentito dire, e per quanto sia una donnaccia con pochi scrupoli, non mi pare carino farmi bella con opinioni altrui. Che poi rischio pure di beccarmi insulti aggratis se qualcuno non è d'accordo. 


Nel caso non ve la ricordaste bene, vi propongo la stessa foto orribile di due giorni fa.

03 dicembre 2013

Dramatag: My Top 5 Doe Deer Products

Di quando Blanche ricorse già al primo tag


Avete presente gli sfigati che arrivano alle mode del momento con un anno di ritardo? Eccomi, ciao, sono io. Tant'è vero che approdo ai Dramatag, i tag piùpppopolari del momento della fantastica S., con giusto quei 6 mesetti di stacco rispetto a tutti gli altri. Normale amministrazione. Inoltre, tanto per scombussolare un po' le cose, inizio direttamente dall'ultima penultima (ieri ne è uscita una nuova :D) puntata, per poi pian piano recuperare tutte le altre...Forse. 

Il tema del post di questa settimana svariate settimane fa è uno sguardo languido da cerbiattona, dolce e ammaliante allo stesso tempo, di quelli che ti permettono di fissare lo sconosciuto al bar e farti offrire da bere senza dover proferire parola (mai successo in vita mia). O più semplicemente, quelli che ti fanno sentire un po' Zoey Deschanel, che io identifico come la cerbiatta tra le cerbiatte, la mamma di Bambi sopravvissuta, insomma, quella di cui porterei la foto al chirurgo se mai dovessi rifarmi da zero. 


Scusate se vi piazzo così queste foto di me struccata e spettinata...Cielo, che vergogna!

02 dicembre 2013

All By Mys-e.l.f. pt.1 - Occhi e Viso

Di quando Blanche era ancora piena di gioia e speranza



Questo voleva essere un post fighetto del genere Top&Flop* dedicato ai prodotti elf. Poi però mi sono accorta che ne possiedo una quantità ridicola, e quindi mi sono inventata un titolo scemo la cui traduzione è: Ho provato un po' di prodotti elf, ecco le mie opinioni a caso e senza nemmeno gli swaches perché sono pigra. Di molti poi ne avevo anche già parlato, quindi sono proprio inutile. 
Ho diviso il tutto in due parti, così sono a posto per ben due puntate del Calendario dell'Avvento, muahaha!


Naturalmente ci ho pensato dopo a dividere il post in due parti, quindi vi pipperete per due giorni la stessa foto.

01 dicembre 2013

Review: Olio per capelli all'Amla di Khadi


Di quando Blanche iniziò il progetto, tutta baldanzosa


Ho letto per la prima volta di questo prodotto su uno dei blog del mio cuore, Vanity Nerd: qui potete leggere la deliziosa recensione della Gliuppina; considerando che la penso esattamente come lei, direi che potremmo chiuderla qui e andare tutti a casa, che è domenica e 'un c'abbiamo voglia di lavorare
Oppure se non avete niente da fare potete leggere anche la mia di review, che praticamente è la versione storpia e uscita male di quella che vi ho linkato. Vi ho proprio invogliate, eh?
Quelle non sono mattonelle incrostate.
E' arte contemporanea.
Ho acquistato quest'olio sul sito Eccoverde, seguendo la filosofia dell' "Ehi! Vorresti diventare eco-bio-viva-la-natura ma sei troppo pigra per mescolare insieme più di due ingredienti? Lascia che i folletti dei boschi lavorino per te e ti recapitino a casa un prodotto rispettoso di Madre Terra già bell'e pronto. Basta pagare!". Già, questo è quello che rappresenta per me quest'olio: il primo passo verso una cura più consapevole di me stessa. Poi, dopo averlo usato sui capelli di solito ci verso sopra una bidonata di shampoo ai siliconi cattivissimi, ma sono dettagli...
Ho promesso delle review brevi e concise, quindi passiamo subito al sodo: è un'olio dalla consistenza piuttosto densa, che mi piace utilizzare sui capelli asciutti. Quando so che non posso più rimandare il lavaggio dei capelli (zozzona!) e so che avrò un po' di tempo per stare chiusa in casa senza avere contatti con altri esseri umani, sfodero il flaconcino nascosto sotto al lavandino e mi ungo ben bene la testolina, spazzolando la chioma con un pettine da due soldi a cui non tengo troppo (visto che sarà destinato ad avere sempre un che di unto) e cerco di distribuire il prodotto omogeneamente. Poi raccolgo capelli con un pinzone/molletta di quelli che uso di solito al mare, e me ne resto così, visione orribile tra le visioni orribili, per un tempo variabile tra la mezz'ora e le tre ore. Tipicamente, due minuti dopo aver compiuto l'operazione succede una tra le seguenti:
- Il postino suona per firmare una raccomandata
- Qualche parente telefona chiedendo se posso fare un salto al supermercato/drogheria/fruttivendolo
- Arriva una mandria di ospiti inattesi
C'est la vie.

28 novembre 2013

Il Calendario dell'Avvento di CCSC


Sottotitolo: Blanche è impazzita del tutto e si sta cacciando in un grosso, grosso guaio.

Ho sempre amato i calendari dell'avvento. Ma non quelli belli, fatti di stoffa, con dentro le sorprese, o con un dolcetto diverso ogni giorno. No, a me piacciono quelli sfigati che vendono al supermercato, fatti di cartoncino e plastica, e le finestrelle che non riesci ad aprirle senza sfasciare tutto; quelli con sopra dei disegni tristissimi, che ti chiedi quanto deve aver sofferto quel poveretto che ha anche un certo talento per il disegno, ma per tirare avanti si è dovuto abbassare a disegnare scenette orribili di Babbi Natale ubriachi che molestano bambini; quelli con dentro quei cioccolatini che non sono buoni, ma hanno un sapore inconfondibile che ti fa alzare ogni mattina con un solo pensiero in testa (e non è nulla di malizioso). Sì, alla veneranda età di 2X anni, il calendario dell'avvento è un piacere che non mi toglie nessuno. Grazie, mammina, per regalarmelo ogni anno.
Ah già, per tutto il resto, odio il Natale.

18 settembre 2013

Coming Soon + F.A.Q.





F.A.Q. 

Ovvero domande rivolte da me stessa a me stessa interpretando il volere di un immaginario pubblico di lettori. Non è roba da tutti.

Blanche, 'zzo di fine hai fatto?
Come le menti più argute avranno notato, la pausa estiva è finita da un pezzo, i venditori di caldarroste sono già acquattati agli angoli delle strade pronti a balzare fuori appena la temperatura scenderà di giusto un altro paio di gradi. Ed è dal 28 luglio che sul blog non si vede uno straccio di post, ma solo palle di fieno che rotolano e montagne di peli di gatto. Vorrei fare come le Guru di Youtube e dire che sto attraversano un periodo ultra-mega-impegnato ma sto preparando una super sorpresa per voi che vi renderà felicissime, che è tutto merito vostro, che vi voglio bene e non ce l'avrei mai fatta da sola e bla bla vari (leggi: collaborazioni a caso con case cosmetiche).
Ma siccome io al massimo sono la Guru dei piccioni viaggiatori, sono semplicemente una persona incasinata. Come molti di voi, credo. La buona (cattiva?) notizia è che salvo catastrofi varie la situazione dovrebbe stabilizzarsi a fine ottobre ed è comunque già più tranquilla, quindi in un modo o nell'altro potrò sporadicamente fare una capatina nel blog e pubblicare qualche cosina, in attesa del rientro vero e proprio che sarà quindi più o meno a Novembre.
(In realtà tutto ciò riguarda semplicemente un discorso universitario, ma restare sul vago e fare la misteriosa è molto più d'effetto).

Il blog ha chiuso?!
Il blog non chiuderà mai. Moriremo insieme, piuttosto.

Qual è l'utilità sociale di questo post?
Nessuna, ma mi sembrava carino dare qualche segno di vita. Avrei voluto pubblicare direttamente la seconda parte della Guida galattica per sprovveduti di cui sopra, ma siccome ne verrà fuori un post biblico che mi porterà via qualche giorno, ci tenevo a scrivere qualcosa prima.

Perché non hai risposto ai commenti del post precedente? Eh? Te la tiri anche tu???
Chiedo sommo perdono, m'è mancato il tempo :( E rimanda oggi, rimanda domani, si sa come finiscono queste cose, uno si distrae un attimo e gli è già comparsa una nuova ruga. Se vi fa piacere, posso lo stesso rispondere adesso, in fondo che saranno mai due mesetti....

Sei consapevole del fatto che non gliene frega niente a nessuno?
Sì. Ma si sa che ai pazzi piace parlare da soli!

Detto ciò, vi ricordo che qualche altro segno di vita lo trovate ogni tanto sulla pagina Facebook, proprio se ci tenete.
Grazie per aver volato con noi!

23 luglio 2013

[Guide a caso] Affrontare un lungo viaggio in aereo (ma anche no) e vivere felici - Prima parte

Attenzione: questo post presenta contenuti espliciti, crudità assortite e in generale argomenti che
poco si addicono alle fanciulle rispettose del galateo. Lettore avvisato mezzo salvato.

No, il blog non ha improvvisamente preso una piega alla Cinquanta sfumature di torbido, né mi sono data a una sanguinolenta passione nello sgozzare galline. Semplicemente, l'oggetto di questo post è come affrontare un lungo viaggio, e poiché siamo esseri umani, ciò comprende tutta una serie di  condizioni spiacevoli come sudorazioni difficili da arginare, stimoli irrefrenabili , piedi puzzolenti e pori dilatati. Già, anche se nei film tutto questo viene accuratamente evitato, vi assicuro che nella realtà la vostra preoccupazione principale non sarà individuare il bel Geroge Clooney seduto tre file più avanti, ma come fare a scavalcare il vostro vicino di posto prima che la vostra vescica provochi un disastro aereo. 

Una gnoccolona a caso ci sta sempre bene.
Lei è della serie tv Pan Am (r.i.p)
La presente pseudo-guida nasce dalla mia diretta esperienza di piccola viaggiatrice esplora mondo: circa un anno fa, ho affrontato il volo/viaggio/traversata oceanica più lungo della mia vita. Sono partita dalle verdi lande del nord-est d'Italia alla volta della Terra dei Canguri, in un viaggio interminabile di quelli che parti di domenica e tra il fuso orario, le miglia percorse e gli sfasamenti spazio-temporali, arrivi direttamente di martedì. Un totale di circa 22 ore di volo, più un numero che non voglio ricostruire di ore passate in aereoporto a sonnecchiare con la testa sullo zaino e le gambe sul tavolino delle bibite. Più che una serie di consigli mirati, è una specie di chiacchierata su quelli che sono i possibili problemi (che ho incontrato, o che sono stata inaspettatamente così furba da pormi prima di partire, e agire quindi di conseguenza) e le domande a cui avrei tanto voluto trovare una risposta mentre mi disperavo preparando la borsa. Insomma, visto che all'epoca non avevo trovato nessun post del genere, ho provveduto a crearmelo da sola, nella speranza che sia - se non proprio d'aiuto -almeno di conforto a qualcuno di voi. Credo che, in fondo, sia importante avere qualcuno che ci faccia pat pat sulla testa e ci confermi che andrò tutto bene. Ordunque, andrà tutto bene, e anche se non seguite nemmeno mezzo dei consigli scadenti che vi fornisco, sono certa che ve la caverete alla grande.

Basandomi su una sola esperienza (sono certa di aver anche affrontato quelle 10 ore per arrivare in America quando ero piccola, ma non ricordo assolutamente nulla a parte che ci smarrirono il bagaglio, quindi non conta) avrò sicuramente dimenticato qualcosa, avrò scritto delle castronerie e fornito notizie false e tendenziose, ma ho fatto del mio meglio, e se qualcuno vorrà contribuire sarò lieta di pubblicare in futuro una versione riveduta&corretta del tutto.
Ultimo appunto: ovviamente, poiché sempre di un beauty blog si tratta, non ho tralasciato aspetti importanti e tipicamente femminili, ma ciò non preclude la lettura del post anche ai maschietti, quindi mi raccomando di consigliarlo ad amici e parenti in preda all'ansia da lunga tratta.
Ah, ho diviso il post in due parti, spero di completare la prossima entro la metà di Agosto (...Tanto non ti crede nessuno.)

01 luglio 2013

Les Choix du Mois - Aprile, Maggio e già che ci siamo pure Giugno 2013



Buongiorno, miei pargoli.
Questo post segna il ritorno in grande stile della blogger più sbarazzina e mattacchiona (aggettivi a caso) del web. Se infatti negli ultimi mesi ho saltato l'appuntamento fisso con questa rubrica non è per pigrizia, o per dimenticanza, o per mancanza di tempo: faceva tutto parte di un grande piano universale a lungo termine, per permettervi di meglio apprezzare il mio ritorno dopo una lunga assenza poco giustificata, fornendovi un post ben nutrito e dal titolo lungo praticamente due righe. No, non ringraziatemi per essere così attenta alle vostre esigenze, e non lusingatemi lodando le mie capacità organizzative. E' tutta robbbba che viene dal cuore, sul serio. Poi sono sicura che qualche lingua malevola spargerà la voce che non è vero, che sono distratta e ho perso tempo saltellando dietro alle farfalle, e persino che sono troppo pigra (quale calunnia!) per fare due post separati. Diffidate di loro e ascoltate solo il vostro cuore: sono sicura che lui saprà indicarvi la verità.
(Voto nell'inventare scuse: 2)

16 giugno 2013

Il sapore della vittoria

Prima di dire qualsiasi altra cosa: epic fail e figuraccia in mondovisione di Blanche che voleva far durare il giveaway fino a domenica compresa, e invece ha fatto casino e se l'è visto chiudere a mezzanotte di sabato.  Chiedo scusa a tutti quelli che l'avevano intesa allo stesso modo, e che pensavano di avere ancora 24 preziosissime ore per inserire la loro partecipazione all'ultimo, tanto perché sono amanti del rischio. In cuor mio, la speranza è che nelle vostre vene scorra più furbizia di quella che circola dalle mie parti, e che quindi siano in pochi quelli ad aver frainteso. Rinnovo comunque le mie scuse, questo pomeriggio al mare provvederò a scavare una buca nella sabbia e a sotterrarmici dentro. 
Ah no, fermi tutti, qui non c'è la sabbia, c'è il cemento. 
Doppio fail. 


Dopo questa doverosa introduzione, passiamo subito al sodo. Tutto quello che volete sapere è il nome del vincitore, e quindi inutile perdere tempo, ve lo dico subito.
A seguire, chiacchiere e ringraziamenti di scarsa utilità sociale che se leggete mi fa piacere, ma se dopo aver visto che siete (o non siete) voi il fortunato correte a chiudere la finestra, prometto che non mi offendo. Mi si spezza un po' il mio fragile cuoricino magari, ma non porterò rancore a nessuno, giurin giurello.
Il nome del giorno (seh, come no) è
Adara

Complimenti ragazza mia :) Ho controllato la tua fedina penale e direi che sei in regola con le richieste del giveaway, provvederò a mandarti una mail prima possibile in modo da definire tutti i dettagli.

26 maggio 2013

Ceci n'est pas un giveaway



Ceci n'est pas un giveaway - questo non è un giveaway.
Balle, ovviamente. E' solo che ogni tanto mi diverto a sfoderare citazioni random per far finta di essere una persona colta e raffinata. Se poi sono in francese anche meglio, così fanno pendant con il nome del blog. In realtà, lo è eccome: un giveaway in piena regola e con tutti i crismi del caso. E la cosa bella è che persino in questo caso sono riuscita ad allungare il discorso oltre ogni limite immaginabile, per cui prima di scoprire cosa dovete fare e cosa potete vincere, dovrete subirvi un buon numero di inutilità assortite, intramezzate solo ogni tanto da una punteggiatura del tutto arbitraria. Ma così e più divertente, e poi le cose ve le dovrete pur guadagnare in qualche modo. Dicevamo, un simpatico evento-in-cui-vinci-cose-gratis: stiamo forse festeggiano qualche lieto accadimento, o si tratta di un vile mezzuccio per comprare l'affetto dei followers, e magari raggranellarne qualcuno in più?  Ebbene, per quanto io sia una persona losca e malvagia (ma pochi lo sanno, buahaha) si tratta del primo caso: questo è un giveaway organizzato in onore delle 200 anime pie che hanno avuto il buon cuore di cliccare il pulsante Segui questo blog. Che poi, contando che una di queste sono io che mi auto-followo (ma solo per controllare le anteprime dei post, eh >_>) e un altro numero imprecisato sono amici che lo fanno per pietà...In realtà col cavolo che siete in 200. Ma chi siamo noi per tenere conto di questi dettagli irrilevanti? Il contatore di blogger dice 200, e quindi chissenefrega.
In ogni caso, non starò qui a propinarvi i soliti discorsi brodosi e melenesi di ringraziamento, in cui vi racconto di quanto sia stata un'esperienza sorprendente, di quanto non mi aspettassi di avere anche solo due lettori e altri bla bla vari ed eventuali. Vi dico solo grazie per continuare a leggermi, nonostante si sia capito da un pezzo che io di make up me ne intendo quanto di cinema islandese. Le altre conclusioni le potete trarre voi, è sufficiente avere una sensibilità non inferiore alla media per capire quel milione di cose che vorrei dirvi ma che mi imbarazzano troppo. Insomma, ognuno di voi può passare di qua e riscuotere la sua fetta di ringraziamento, e nel suo intimo saprà se si merita tutta la torta o solo un pezzettino :D.
No, la torta non c'entra coi premi, a quelli ci arriviamo tra un secondo.

12 maggio 2013

Review: Apocalips Lip Laquer "Aurora" by Rimmel

La sintesi in questo blog è ormai data per dispersa. Se giustamente non ti interessano i fattacci miei, per leggere la recensione senza (troppi) fronzoli, corri alla freccia "".


Volevo fare la figa, e recensire gil Apocalips poco dopo la loro uscita sul mercato, quando di review ce n'erano ancora poche: avrei fatto il pieno di visualizzazioni, sarei diventata ricca e famosa e mi sarei trasferita alle Hawaii. Invece arrivo sempre ultima, e chissà se qualcuno si filerà mai 'sta review. 
Pazienza, sarà per la prossima volta.


Un altro di quei prodotti la cui comparsa sul mercato è stata preannunciata da tonnellate di post sui blog più disparati, roba che in confronto il ritiro del Papa è passato inosservato. Se n'è parlato anche troppo, tanto da farmeli risultare quasi antipatici all'inizio: un po' come quando in tv appare due volte di fila lo stesso spot. Oh, non so a voi, ma a me tutta questa insistenza mi turba: lasciatemi vivereeee, respirareee...Se son rose fioriranno, altrimenti no, inutile che mi buttiate addosso quintali di concime. Ma vabbè, in questo senso i poveracci della Rimmel stavolta non hanno colpa, hanno inviato un po' di tester a destra e sinistra come da prassi, ma tutto sommato si sono contenuti. Che ne sanno poi loro di quel che ci fa la gente coi loro comunicati stampa.

Già che siamo in tema di sproloqui, vi prego, fatemi dire qualcosa sulla pubblicità. Ora, secondo me il nome Apocalips è anche una bella pensata (credo di avervi già detto di avere un debole per i giochi di parole) che mi ha strappato un sorriso. Solo che poi mi son vista i manifesti con scritto Labbra da fine del mondo. Che sarebbe carina se fosse una battuta demenziale, ma la faccia da shiaffi della Moss mi fa intuire che no, loro non stanno cercando di fare gli spiritosi. Loro stanno cercando di fare i fighi. Non mi sentivo così male a leggere un cartonato dai tempi della lunghezza illegale secondo Maybelline. Ve lo dico io, care case cosmetiche e non solo: se fate un cartellone con scritto semplicemente Effetto Strafigo ci fate più bella figura. E va bene anche per diversi prodotti, non dovete nemmeno sforzarvi di cambiarlo: più di così, che chiedete? (No, non ringraziatemi. Fatelo e basta).

23 aprile 2013

Les choix du mois - Marzo 2013


Tirate fuori i paraorecchie e rispolverate i doposci, perché domani nevica. Questo perché per la prima volta in svariati mesi scriverò l'introduzione a questa rubrica senza lamentarmi (eccessivamente). Infatti, oserei dire addirittura che sono felice: il sole brilla altro nel cielo, gli uccelini cinguettano, l'aria finalmente si riscalda, e sui miei capelli troneggia un impacco estremamente puzzolente. Ma questa è un'altra storia. In realtà la mia vita è mediocre come sempre, ma quest'atmosfera frizzantina riesce a tenermi di ottimo umore. Ebbene sì, mi dispiace, ma sono "quel" genere di persona: il genere di persona che con la Primavera si emoziona senza motivo e che, se potesse, andrebbe in giro scalza ballando e cantando come una principessa Disney strafatta di tisana al finocchio. So che alcuni non sopportano questa immotivata euforia primaverile, ma cercate di non odiarmi (potete farlo se siete allergici al polline, però).
Il punto, però, è che in realtà in questo post dovrei parlare del mese appena trascorso - questa cosa mi confonde sempre -, quando tutti sappiamo che a Marzo giravamo ancora avvolti nei piumini come polpettoni in crosta. Equinozio di primavera una pippa.
E so che ve lo state chiedendo ma...No, nemmeno questo mese è successo nulla di particolarmente emozionante. Anche stavolta si sono dimenticati di assegnarmi il premio Nobel (per la letteratura o per la fisica, a scelta),  Matt Damon non si è ancora accorto che sono la donna della sua vita, e Obama è stato troppo impegnato per ricordarsi di chiedermi di diventare la sua vice. Mannaggia.

12 aprile 2013

Cose che somigliano ad altre cose - I non dupe.

Questo sarebbe dovuto essere il post con Les Choix du Mois di Marzo, lo so. Ma sono stanca e di fretta, questo pomeriggio parto per un lungo week end di passione in mete esotiche e affascinanti (...ssseh) e non potevo lasciarvi a bocca asciutta per un altro week end, pena la mia già fragile credibilità di blogger. Ecco perché ho cucinato per voi questo bel post che voleva essere un po' più costruttivo dei soliti Post Inutili, ma un po' meno impegnativo dell'imprendibile appuntamento mensile, che comunque è solo rimandato. Il risultato in realtà è forse l'articolo più inutile di sempre, ma credetemi che le buone intenzioni c'erano tutte!
Dupe n.c. [dall'ing. dupe] 1. cosm. Prodotto che per colore, consistenza, resa e altre proprietà fisiche somiglia ad un altro.  2. Parente di fascia economica di un oggetto che, pur essendo quasi identico, costa tre volte tanto (qualità superiore declamata, ma non garantita). 3. (usato inconsciamente) Corrispettivo cosmetico di "voglio la borsa Louis Vuitton, quella bella con tutte le lettere sopra, ma non ho i soldi e allora la compro dai cinesi".

Il finto dupe

Oggi poche chiacchiere e più fatti, sforziamoci di  andare direttamente al sodo senza partire dall'epoca dei dinosauri come al solito. Mi sono accorta che, nella mia miseranda collezione di rossetti, ho avuto la particolare abilità di accumularne due dal colore davvero molto simile. Solo che uno è un rossetto di e.l.f. da un euro e settanta (prezzo di listino: nei fatti, utilizzando qualche sconto credo di averlo pagato sì e no quanto un pacchetto di gomme da masticare, di quelle economiche) e l'altro è l'amato, noto, già vincitore di due Oscar, Rebel di M.A.CAlt! Stop! Ferme lì! Ricomponetevi e cancellate dalla faccia quello sguardo da lupo affamato che ha scovato una bambina vestita di rosso aggirarsi tutta sola in un bosco oscuro. Ho detto che si assomigliano come colore. Punto. Fine dei tratti in comune. Rebel è un rossetto bello consistente, un po' pastoso, non lucido, che si aggrappa alle labbra con tutte le sue forze, vi si installa abusivamente e per sfrattarlo occorre ingerire una quantità notevole di frittura mista cotta in un olio che sia almeno al suo terzo ri-utilizzo. O un buono struccante bi-fasico. Il rossetto di e.l.f. invece - che, per la precisione, è la tonalità Gypsy della linea base - ha una consistenza più tipo crema di crema alla Edgar (eh?), è più lucido, si stende facilmente come la Nutella sul pane tostato e per questo ha una certa propensione a sgattaiolare via sul più bello. Inoltre, per far sì che la differenza tra i due colori, accostati uno all'altro, sia davvero minima, dovete fare qualcosa come tre passate di quest'ultimo per ogni strato di Rebel, e in ogni caso, rimarrà comunque un po' meno cupo, anche se di poco.
Quindi, il mio è un discorso puramente cromatico. Per tutto il resto, si assomigliano come una zebra un unicorno. E voglio perciò che sia ben chiaro che

Questo non è un dupe
This is not a dupe
Ceci n'est pas un dupe
Este no es un dupe
Ich...No, il tedesco non lo so.

25 marzo 2013

Review: Rossetto Atomic Red Mat n.5 di Deborah

Da queste parti ci piace allungare il brodo con inutili storielle personali. Per leggere la recensione (quasi) senza fronzoli, correte alla freccia "". 


Cari amici, è giunta l'ora. I tempi sono abbastanza maturi affinché io vi parli di Esso. Il mio primo Rossetto Rosso (con le maiuscole fa più effetto, non negatelo), il mio primo colpo di testa cosmetico, il primo grande acquisto che, dopo essere tornata a casa piena di entusiasmo, davanti alla mia immagine riflessa nello specchio del bagno mi ha fatto esclamare con costernazione "Blanche, che cosa hai fatto?". Il primo di una lunga serie, oserei dire.
Ma non saltiamo a conclusioni affrettate: dopo un inizio non proprio roseo, io e questo benedetto Rossetto Atomic Red Mat n. 5 di Deborah ce l'abbiamo fatta a trovarci.

In principio fu Cristina Chiabotto. Correva l'anno 200qualcosa - la memoria mi tradisce - e sulle pagine delle principali riviste femminili campeggiava il bel volto della Cristinona a pubblicizzare l'allora nuova linea di rossetti Deborah. Occhi penetranti e labbra rosso fuoco, tanto per gradire avevano pure ben pensato di sbattercela sopra parzialmente ignuda, che è sicuramente quello che tutte le donne cercano nella pubblicità di un cosmetico.
Fu quindi così che, armata della mia paghetta settimanale, mi diressi con piglio deciso al negozio simil-Acqua&Sapone sotto casa. E lì, su un espositore composto presumibilmente da cartoncino e colla vinilica, campeggiava l'oggetto dei miei desideri. In realtà, non ero ancora così tecnologica da informarmi in anticipo sui pezzi presenti in una determinata linea, tutto quello che sapevo era che volevo un rosso opaco. Già, opaco. Nonostante fosse evidente che nella pubblicità lei indossasse un rosso lucido, io mi ero impuntata che no, il mio doveva essere matte e sarei stata persino più figa di lei, tsk. Ancora oggi non so spiegarmi come accidenti mi fosse balenata in testa quest'idea, quando a malapena sapevo cosa fosse un fondotinta (e il fatto che lo conoscessi non implica che ne facessi uso). Probabilmente ero una fanciullina lobotomizzata che si era del tutto rincretinita a suon di video dell'allora-non-così-nota Clio, e che aveva scoperto la magia di potersi trasformare da piccola racchia in erba a topolona iper-galattica semplicemente con un paio di spennellate ben assestate. Senza preoccuparsi più di tanto che tra questi due estremi ci fosse un universo di sfumature tragicomiche, dall'effetto "ultra-novantenne sul bus che ricorda i bei tempi andati in cui le sue labbra rosse facevano girare la testa a tutti i giovincelli del vicinato", fino alla celeberrima "prostituta che va esclusivamente con i clown". Nonostante conosca me stessa con una certa profondità  non credo di essere in grado di ricostruire il filo di (il)logico di pensieri che mi aveva portato su questa scelta, posso solo immaginare che per un motivo o per l'altro mi ero convinta che per essere una signorina elegante avevo assolutamente bisogno di sfoggiare labbra color velluto di Luigi XVI. Anche se poi giravo in felpa e scarpe da ginnastica.
Insomma, il punto è che una volta arrivata a casa, trionfante ed eccitata di questo mio gesto trasgressivo (?) la prima cosa che feci fu naturalmente quella di piazzarmi davanti allo specchio e verificare coi miei occhi il miracolo. E lì vidi una cosa che voi umani non potreste nemmeno immaginare. O forse sì, basta pensare all'immagine di una ragazzina quasi totalmente struccata, con la pelle ben più che imperfetta, che per la prima volta in vita sua si spiaccica maldestramente e con mano tremula un rossetto. ORRORE.
Dopo quel momento, lo sfortunato fu relegato in un cassetto, e lì rimase per lungo tempo. Provai a tirarlo fuori circa un anno dopo, per un compleanno, ma nulla da fare. Mi sentii a disagio per tutta la sera, e lo abbandonai di nuovo. Che ci volete fare, era troppo presto, non ero ancora pronta.
Flash forward: la nostra brutta anatroccola diventa una figa da paura scopre che esiste altro al di là del mascara, che i brufoli possono essere quantomeno dissimulati, spende e spande in cosmetici, e fa pace con quello che poi diventerà il suo PVRR*.

17 marzo 2013

Post Inutili: Spotted

E così, anche nella mia città è arrivato il fenomeno Spotted. Probabilmente in ritardo di qualche mese rispetto al resto dell'Italia, che a sua volta ci ha messo due o tre anni in più dei soliti paesi anglosassoni: ci teniamo al passo, da queste parti. Comunque, poco importa che ci sia uno sfasamento spazio-temporale rispetto al resto del mondo, ora come ora qui è la droga del momento, e come resistere alla tentazione di spendere in proposito ben più di un paio di parole non richieste?

07 marzo 2013

Les choix du mois - Febbraio 2013





Ed è subito Marzo.
Citazioni letterarie d'ato livello oggi su CCSC: non per tirarmela che ho-fatto-il-classico-io, ma perché così riesco a concentrare in una sola riga i miei sentimenti riguardo al mese appena trascorso, e posso dunque risparmiare al gentile pubblico il solito pistolotto sul tempo che passa e le mezze stagioni che è un pezzo che non si vedono più da queste parti. Già all'inizio del mese avevo avuto la sensazione che non sarebbero strati 28 giorni esattamente da ricordare, e sarà che sono una veggente, o sarà che mi porto sfiga da sola, ma in effetti è stato proprio così. Mica dico che ogni giorno debba essere una festa eh, con persone gioiose che cantano per strada offrendomi pane, Nutella e abbracci gratis: siam mica qui a far concorrenza alla Disney. Però un raggio di sole e un sorriso ogni tanto sarebbero cosa buona e giusta. Va bene, la pianto di lamentarmi, che tanto non mi crede nessuno: il cuore pulsante della questione è che Febbraio è stato esilarante e pieno di vita quanto il suo predecessore. Mi chiedo se un giorno riuscirò mai a iniziare uno di questi post con un incipit del tipo "E' stato un mese fantastico, la vita è bella, il mio animo gioisce e i folletti della felicità pullulano sul mio pianerottolo".
Ma lo scopriremo solo vivendo.

21 febbraio 2013

Review: Top Sealer High Gloss by Essence

Review veloce veloce (Cettina style), giusto per non essere data per dispersa, e perché altrimenti poi la gente mi fa pressione psicologica e mi viene ancora di più il blocco dello scrittore. Ecco.
Quindi gioisci, o popolo, perché stavolta ti risparmio la lunga storia su Le unghie sfigate di Blanche e del perché ella divenne dipendente dagli smalti (con analisi dettagliata dei disturbi pisocologici del soggetto). Già, perché oggi è un grande evento: si parla di smalti, cosa che non credo sia mai accaduto prima su CCSC*.
Parliamo di uno dei top coat della essence, quello appartenente alla linea Studio nailsBetter than gel nails nella variante High glosss. 

Sto provando a migliorare le foto. Siate clementi.
Ora, vorrei che vi prendeste due secondi per aprire questa pagina, guardaste bene bene l'immagine che vi si presenta davanti, e poi tornaste qua.
Fatto?
Bene.
Notate nulla di strano?
No?
Ve lo dico io: i 3 smalti sealer della linea (da usare prima, dopo, durante, a rate...) hanno tutti la stessa dannata confezione. Capirete che per i polli come me è facilissimo cadere in errore, e comprare una cosa per l'altra. Ma fare tre colori diversi, non ci piaceva? Anche solo il tappo, per dire? Insomma, vorrei che qualcuno mi spiegasse perché l'unica differenza debba essere una specie di bollino come quello che ti mettono sui cereali per avvertirti che "da oggi, ancora più cioccolatosi!".
Tutta questa manfrina per dire che il mio acquisto non è stato intenzionale: in realtà, io ero alla ricerca del suo compare, il top sealer normale, versione per comuni mortali. L'avevo già acquistato una volta e non è che mi avesse proprio entusiasmata, ma era sempre meglio della ciofeca della linea normale dedicata alla nail art (confezione bianca con tappo nero: non so se esista più). E quindi, visto che ancora non c'era tutto questo proliferare di basi e top coat che è stato introdotto poco dopo (vedi qui), o mi buttavo su quello o mi attaccavo al tram. E mi è capitato tra le mani l'High gloss. Ci tengo a precisare che non è che sia *così* fessa, che ci fosse qualcosa di strano me n'ero accorta. Solo che non mi è proprio passato per la testa che potesse essere un pordotto diverso, pensavo che al limite potevano aver rinnovato un pochettino la formula e inserito un paio di scritte random tanto per renderlo più appetibile.
E invece no, lascio qui la mia testimonianza per i posteri: sono due prodotti diversi!
E questo è decisamente meglio.
Quindi, alla fin fine le confezioni poco distinguibili sono andate a mio vantaggio, ma ogni occasione è buona per lamentarsi, quindi non rimangio nessuna delle mie affermazioni precedenti. Essence, se ci sei, fa' che le mie parole non siano vane.

10 febbraio 2013

Les choix du mois - Gennaio 2013



Con il consueto ritardo, ecco il nuovo post relativo alle mie scelte del mese in ambito di make up e cura della mia schizzinosa personcina, qualunque cosa ciò significhi (per ulteriori pippe mentali in merito, vedi la puntata precedente). Sarò onesta: dire che non c'avevo voglia di farlo è dire poco. E' sabato pomeriggio, fa freddo, il tempo fuori sa di muffa, ho tre nuovi brufoli e tanto da studiare; come se non bastasse, gira pure l'influenza da queste parti, e le email con le offerte di San Valentino mi deprimono, insieme a un mucchio di altre cose in questo Febbraio che, in quanto a joie de vivre, fa concorrenza a Novembre. 'Na meraviglia.
Poi però ho pensato che ogni scusa è buona per rimandare lo studio della fisica nucleare, e soprattutto non ho resistito alla tentazione di poter finalmente scrivere un post che contenesse al suo intento la parola duemilatredici. Ho grandi aspettative per quest'anno, se non si fosse capito; e sì, lo so che è già iniziato da un pezzo, ma aspettiamo almeno il bilancio trimestrale prima di esprimere giudizi. Sono fiduciosa (e illusa?).
Well well, cosa ho combinato di bello a Gennaio? A quali sfavillanti eventi dell'altra società ho preso parte, e  quali invidiabili occasioni mi si sono presentate davanti per sfoggiare i mille make up suggeriti dalla mia sfrenata fantasia?
Un tubo di niente, ecco cosa.
A Gennaio ho, in ordine sparso: smaltito i postumi - dolciari, non alcolici - delle vacanze , effettuato complicate manovre di parcheggio sul divano, studiato a casa, studiato in biblioteca, dato un numero di esami maggiore o uguale a uno, partecipato a qualche attività ludica con amici e parenti (in modesta quantità), più altre varie ed eventuali. Quindi no, mi spiace, se volete saperne di più sulle vite scandalose dell'élite di Manhattan avete decisamente sbagliato blog.
Mi consolo un po' se non altro pensando al fatto che ho ricevuto alcuni interessanti regali durante le festività, che ho avuto modo di testare durante questo mese. Prima di insultarmi urlando "Brava, vuoi un applauso?!" lasciatemi dire che il punto della questione è che abbiamo un paio di new entry: come al solito poco originali, ma almeno facciamo progressi :D.