25 marzo 2013

Review: Rossetto Atomic Red Mat n.5 di Deborah

Da queste parti ci piace allungare il brodo con inutili storielle personali. Per leggere la recensione (quasi) senza fronzoli, correte alla freccia "". 


Cari amici, è giunta l'ora. I tempi sono abbastanza maturi affinché io vi parli di Esso. Il mio primo Rossetto Rosso (con le maiuscole fa più effetto, non negatelo), il mio primo colpo di testa cosmetico, il primo grande acquisto che, dopo essere tornata a casa piena di entusiasmo, davanti alla mia immagine riflessa nello specchio del bagno mi ha fatto esclamare con costernazione "Blanche, che cosa hai fatto?". Il primo di una lunga serie, oserei dire.
Ma non saltiamo a conclusioni affrettate: dopo un inizio non proprio roseo, io e questo benedetto Rossetto Atomic Red Mat n. 5 di Deborah ce l'abbiamo fatta a trovarci.

In principio fu Cristina Chiabotto. Correva l'anno 200qualcosa - la memoria mi tradisce - e sulle pagine delle principali riviste femminili campeggiava il bel volto della Cristinona a pubblicizzare l'allora nuova linea di rossetti Deborah. Occhi penetranti e labbra rosso fuoco, tanto per gradire avevano pure ben pensato di sbattercela sopra parzialmente ignuda, che è sicuramente quello che tutte le donne cercano nella pubblicità di un cosmetico.
Fu quindi così che, armata della mia paghetta settimanale, mi diressi con piglio deciso al negozio simil-Acqua&Sapone sotto casa. E lì, su un espositore composto presumibilmente da cartoncino e colla vinilica, campeggiava l'oggetto dei miei desideri. In realtà, non ero ancora così tecnologica da informarmi in anticipo sui pezzi presenti in una determinata linea, tutto quello che sapevo era che volevo un rosso opaco. Già, opaco. Nonostante fosse evidente che nella pubblicità lei indossasse un rosso lucido, io mi ero impuntata che no, il mio doveva essere matte e sarei stata persino più figa di lei, tsk. Ancora oggi non so spiegarmi come accidenti mi fosse balenata in testa quest'idea, quando a malapena sapevo cosa fosse un fondotinta (e il fatto che lo conoscessi non implica che ne facessi uso). Probabilmente ero una fanciullina lobotomizzata che si era del tutto rincretinita a suon di video dell'allora-non-così-nota Clio, e che aveva scoperto la magia di potersi trasformare da piccola racchia in erba a topolona iper-galattica semplicemente con un paio di spennellate ben assestate. Senza preoccuparsi più di tanto che tra questi due estremi ci fosse un universo di sfumature tragicomiche, dall'effetto "ultra-novantenne sul bus che ricorda i bei tempi andati in cui le sue labbra rosse facevano girare la testa a tutti i giovincelli del vicinato", fino alla celeberrima "prostituta che va esclusivamente con i clown". Nonostante conosca me stessa con una certa profondità  non credo di essere in grado di ricostruire il filo di (il)logico di pensieri che mi aveva portato su questa scelta, posso solo immaginare che per un motivo o per l'altro mi ero convinta che per essere una signorina elegante avevo assolutamente bisogno di sfoggiare labbra color velluto di Luigi XVI. Anche se poi giravo in felpa e scarpe da ginnastica.
Insomma, il punto è che una volta arrivata a casa, trionfante ed eccitata di questo mio gesto trasgressivo (?) la prima cosa che feci fu naturalmente quella di piazzarmi davanti allo specchio e verificare coi miei occhi il miracolo. E lì vidi una cosa che voi umani non potreste nemmeno immaginare. O forse sì, basta pensare all'immagine di una ragazzina quasi totalmente struccata, con la pelle ben più che imperfetta, che per la prima volta in vita sua si spiaccica maldestramente e con mano tremula un rossetto. ORRORE.
Dopo quel momento, lo sfortunato fu relegato in un cassetto, e lì rimase per lungo tempo. Provai a tirarlo fuori circa un anno dopo, per un compleanno, ma nulla da fare. Mi sentii a disagio per tutta la sera, e lo abbandonai di nuovo. Che ci volete fare, era troppo presto, non ero ancora pronta.
Flash forward: la nostra brutta anatroccola diventa una figa da paura scopre che esiste altro al di là del mascara, che i brufoli possono essere quantomeno dissimulati, spende e spande in cosmetici, e fa pace con quello che poi diventerà il suo PVRR*.

17 marzo 2013

Post Inutili: Spotted

E così, anche nella mia città è arrivato il fenomeno Spotted. Probabilmente in ritardo di qualche mese rispetto al resto dell'Italia, che a sua volta ci ha messo due o tre anni in più dei soliti paesi anglosassoni: ci teniamo al passo, da queste parti. Comunque, poco importa che ci sia uno sfasamento spazio-temporale rispetto al resto del mondo, ora come ora qui è la droga del momento, e come resistere alla tentazione di spendere in proposito ben più di un paio di parole non richieste?

07 marzo 2013

Les choix du mois - Febbraio 2013





Ed è subito Marzo.
Citazioni letterarie d'ato livello oggi su CCSC: non per tirarmela che ho-fatto-il-classico-io, ma perché così riesco a concentrare in una sola riga i miei sentimenti riguardo al mese appena trascorso, e posso dunque risparmiare al gentile pubblico il solito pistolotto sul tempo che passa e le mezze stagioni che è un pezzo che non si vedono più da queste parti. Già all'inizio del mese avevo avuto la sensazione che non sarebbero strati 28 giorni esattamente da ricordare, e sarà che sono una veggente, o sarà che mi porto sfiga da sola, ma in effetti è stato proprio così. Mica dico che ogni giorno debba essere una festa eh, con persone gioiose che cantano per strada offrendomi pane, Nutella e abbracci gratis: siam mica qui a far concorrenza alla Disney. Però un raggio di sole e un sorriso ogni tanto sarebbero cosa buona e giusta. Va bene, la pianto di lamentarmi, che tanto non mi crede nessuno: il cuore pulsante della questione è che Febbraio è stato esilarante e pieno di vita quanto il suo predecessore. Mi chiedo se un giorno riuscirò mai a iniziare uno di questi post con un incipit del tipo "E' stato un mese fantastico, la vita è bella, il mio animo gioisce e i folletti della felicità pullulano sul mio pianerottolo".
Ma lo scopriremo solo vivendo.