26 maggio 2013

Ceci n'est pas un giveaway



Ceci n'est pas un giveaway - questo non è un giveaway.
Balle, ovviamente. E' solo che ogni tanto mi diverto a sfoderare citazioni random per far finta di essere una persona colta e raffinata. Se poi sono in francese anche meglio, così fanno pendant con il nome del blog. In realtà, lo è eccome: un giveaway in piena regola e con tutti i crismi del caso. E la cosa bella è che persino in questo caso sono riuscita ad allungare il discorso oltre ogni limite immaginabile, per cui prima di scoprire cosa dovete fare e cosa potete vincere, dovrete subirvi un buon numero di inutilità assortite, intramezzate solo ogni tanto da una punteggiatura del tutto arbitraria. Ma così e più divertente, e poi le cose ve le dovrete pur guadagnare in qualche modo. Dicevamo, un simpatico evento-in-cui-vinci-cose-gratis: stiamo forse festeggiano qualche lieto accadimento, o si tratta di un vile mezzuccio per comprare l'affetto dei followers, e magari raggranellarne qualcuno in più?  Ebbene, per quanto io sia una persona losca e malvagia (ma pochi lo sanno, buahaha) si tratta del primo caso: questo è un giveaway organizzato in onore delle 200 anime pie che hanno avuto il buon cuore di cliccare il pulsante Segui questo blog. Che poi, contando che una di queste sono io che mi auto-followo (ma solo per controllare le anteprime dei post, eh >_>) e un altro numero imprecisato sono amici che lo fanno per pietà...In realtà col cavolo che siete in 200. Ma chi siamo noi per tenere conto di questi dettagli irrilevanti? Il contatore di blogger dice 200, e quindi chissenefrega.
In ogni caso, non starò qui a propinarvi i soliti discorsi brodosi e melenesi di ringraziamento, in cui vi racconto di quanto sia stata un'esperienza sorprendente, di quanto non mi aspettassi di avere anche solo due lettori e altri bla bla vari ed eventuali. Vi dico solo grazie per continuare a leggermi, nonostante si sia capito da un pezzo che io di make up me ne intendo quanto di cinema islandese. Le altre conclusioni le potete trarre voi, è sufficiente avere una sensibilità non inferiore alla media per capire quel milione di cose che vorrei dirvi ma che mi imbarazzano troppo. Insomma, ognuno di voi può passare di qua e riscuotere la sua fetta di ringraziamento, e nel suo intimo saprà se si merita tutta la torta o solo un pezzettino :D.
No, la torta non c'entra coi premi, a quelli ci arriviamo tra un secondo.

12 maggio 2013

Review: Apocalips Lip Laquer "Aurora" by Rimmel

La sintesi in questo blog è ormai data per dispersa. Se giustamente non ti interessano i fattacci miei, per leggere la recensione senza (troppi) fronzoli, corri alla freccia "".


Volevo fare la figa, e recensire gil Apocalips poco dopo la loro uscita sul mercato, quando di review ce n'erano ancora poche: avrei fatto il pieno di visualizzazioni, sarei diventata ricca e famosa e mi sarei trasferita alle Hawaii. Invece arrivo sempre ultima, e chissà se qualcuno si filerà mai 'sta review. 
Pazienza, sarà per la prossima volta.


Un altro di quei prodotti la cui comparsa sul mercato è stata preannunciata da tonnellate di post sui blog più disparati, roba che in confronto il ritiro del Papa è passato inosservato. Se n'è parlato anche troppo, tanto da farmeli risultare quasi antipatici all'inizio: un po' come quando in tv appare due volte di fila lo stesso spot. Oh, non so a voi, ma a me tutta questa insistenza mi turba: lasciatemi vivereeee, respirareee...Se son rose fioriranno, altrimenti no, inutile che mi buttiate addosso quintali di concime. Ma vabbè, in questo senso i poveracci della Rimmel stavolta non hanno colpa, hanno inviato un po' di tester a destra e sinistra come da prassi, ma tutto sommato si sono contenuti. Che ne sanno poi loro di quel che ci fa la gente coi loro comunicati stampa.

Già che siamo in tema di sproloqui, vi prego, fatemi dire qualcosa sulla pubblicità. Ora, secondo me il nome Apocalips è anche una bella pensata (credo di avervi già detto di avere un debole per i giochi di parole) che mi ha strappato un sorriso. Solo che poi mi son vista i manifesti con scritto Labbra da fine del mondo. Che sarebbe carina se fosse una battuta demenziale, ma la faccia da shiaffi della Moss mi fa intuire che no, loro non stanno cercando di fare gli spiritosi. Loro stanno cercando di fare i fighi. Non mi sentivo così male a leggere un cartonato dai tempi della lunghezza illegale secondo Maybelline. Ve lo dico io, care case cosmetiche e non solo: se fate un cartellone con scritto semplicemente Effetto Strafigo ci fate più bella figura. E va bene anche per diversi prodotti, non dovete nemmeno sforzarvi di cambiarlo: più di così, che chiedete? (No, non ringraziatemi. Fatelo e basta).