03 marzo 2017

A butano story


Questa è una storia di fatti miei, non imparerete nulla di nuovo o interessante leggendo questo articolo, ma se tutto va bene vi dovrebbe almeno aiutare a passare il tempo mentre aspettate l'autobus. Potete ridere della mia ingenuità e poca esperienza, basta che lo facciate con me.


In Spagna, almeno in alcune città e specificatamente in alcuni quartieri, esiste una figura di cui io - confesso - non avevo mai sentito parlare prima. La strada è il suo regno, con la pioggia e con il sole pattuglia il territorio senza tregua, e il suo grido risuona inequivocabile tra le mura del quartiere: è lui, l'omino del butano, il butanero.
Nel mio appartamento (ed, evidentemente, in molti appartamenti del quartiere in cui vivo, nella città vecchia) sia la cucina che la caldaia dell'acqua calda non sono direttamente attaccate alla rete del gas, ma funzionano grazie alla presenza di una bombola di gas butano, uno scafandro di un discreto arancione evidenziatore che da solo occupa praticamente una camera d'albergo. Niente di troppo strano di per sé, anche se personalmente avevo visto una cosa del genere solo nelle case di montagna, dove in effetti l'allacciamento al gas potrebbe non essere semplicissimo, ma magari sono la solita borghese ignorante che vai a lavorare e bla bla.
Comunque, quello che mi ha in effetti stupito più di tutto è la presenza di questo peculiare personaggio. Il butanero traghetta in giro un carrello pesantissimo - indossando un completo arancione matchy-matchy con le bombole che è 'nnammore - e nel frattempo, a intervalli quasi regolari, lancia un grido inconfondibile. Urla "BUTANOOOOO", lo urla con tutto il fiato che ha in gola, chiama i bisognosi di gas direttamente nei palazzi, e questi si sporgono dalla finestra o dal balcone e gli urlano di rimando, si sbracciano e si agitano... Ed ecco compiuto il miracolo. Allora si carica la bombola in spalla e si dirige senza esitazione a compiere il suo piccolo gesto eroico e, da quanto mi dicono dalla regia (ciao Monica), se gli resta un po' di tempo seduce anche qualche casalinga annoiata, altro che l'idraulico.
Il butanero è ovviamente dotato di mezzi tecnologici per essere contattato senza ricorrere a queste pratiche primitive pittoresche, ma vuoi mettere il fascino del rito di urlarsi dal balcone e dalla strada come un Romeo e Giulietta coatti? Io ho impiegato diversi giorni a capire che quel bizzarro suono ripetitivo che sentivo la mattina era lui (perché no, non è che scandisca la parola bu-ta-no proprio bene, ecco), ma alla fine ho imparato a riconoscere il "mio" butanero e il suo timbro di voce, e se per caso qualche giorno ne passa uno diverso lo prendo come un presagio di sfiga.


Immagine presa dall'Internet.

15 gennaio 2017

1 Broke Girl: Il Kakebo

"Ma tu non parlavi di trucchi?" Mi sa che avete perso la puntata precedente...

Ciao, sono Blanche e ho una doppia personalità: taccagna di giorno, mani bucate di notte, ho un notevole attaccamento al denaro e al tempo stesso una scomoda propensione a spenderlo senza accorgermene. Sono il segugio dei pezzi ultra scontati in fatto di vestiti e lo Zio Paperone delle offerte 3x2 al supermercato; tuttavia, ho delle difficoltà a tenere traccia delle banconote che lasciano la comodità e il calore del mio portafoglio per mangiare un boccone di là, bere una birretta in compagnia, e uh guarda è uscito un nuovo correttore dai che vuoi che sia. Quindi finisce sempre che nel momento del bisogno sudo freddo contando gli spiccioli rimasti, chiedendomi che fine abbiano fatto i 40 euro che avevo prelevato due giorni prima. 
Ecco perché ho comprato il Kakebo.

No ma bella questa foto con le sfocature a caso. Almeno potevi metterci un cinquantone, poraccia.